GAIOLA: circa seicento anime, un territorio di soli quattro chilometri quadrati, una piccola perla immersa nel verde della Valle Stura, con le sue casette ordinate, con i suoi prati verdi, i suoi boschi di castagni secolari, gli innumerevoli ruscelli e un magnifico fiume, famoso in Europa per la purezza e qualità delle sue acque. Se ti fermi a parlare con la gente scoprirai l’orgoglio e la fierezza di un popolo umile, instancabile lavoratore, un popolo legato alle proprie tradizioni a alla sua terra, che ti accoglierà con la discrezione tipica delle popolazioni alpine e ti farà sentire il suo calore schietto ed avvolgente!

-La leggenda vuole che proprio i locali fermarono qui le truppe romane di Cesare. L’antica Gaiola doveva sorgere a ridosso del CASTELLO, di cui rimangono solo pochissimi e presunti ruderi, presso il cosiddetto «salto delle masche», luogo che ancora oggi conserva un certo fascino legato alle leggende locali sulle streghe.

-Al centro del paese tra le vie, meritano una tappa, la settecentesca CHIESA PARROCCHIALE DEDICATA A MARIA VERGINE ASSUNTA, prima chiesa parrocchiale totalmente nuova costruita in Valle Stura nel ‘700. L’opera iniziata nel 1717 venne inaugurata il 15 agosto del 1720, festa titolare della Madonna Assunta.

-Notevole l’ottocentesco municipio e il CENTROETNOBOTANICO SORTO NELLA PALAZZINA DEI CONTI FALCONIS.

LA CAPPELLA DI SAN BERNARDO: posta lungo la via che sale verso Rittana, piccola ma impreziosita da un affresco d’inizio ‘500.
La Deposizione del Signore, racchiusa tra due lesene, sorreggenti una trabeazione leggera, su cui campeggia a mezzo busto la figura dell’Eterno Padre. Ai lati del tutto trovano posto, a sinistra, San Bernardo da Mentone e, a destra, una figura di Vescovo che potrebbe essere identificato in San Grato.

 

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