VALLORIATE è paese di origini pre-celtiche (i Liguri) e celtiche. Lo testimoniano le tracce toponomastiche (il nome stesso Valaouria è di origine pre-latina). Verso il XI secolo è attestata l’esistenza del priorato benedettino di S. MICHELE di Valloriate, con la chiesa edificata in quel periodo. Sotto il marchesato di Saluzzo fino al 1224 e poi il successivo dominio degli Angioini (1224-1275) per poi tornare sotto il dominio del marchese di Saluzzo. Dopodichè Valloriate diventato ormai Comune dal 1411 al 1565 definisce i propri confini. Dopo il 1559 passa sotto il controllo sabaudo. Con l’espanzione demografica nascono le numerose borgate, fino ad arrivare alla fine del 1700 con 1116 abitanti. L’espansione demografica continua nel secolo successivo fino ad arrivare ai primi anni del 1900 a 2152 abitanti. Il paese è coinvolto nei due conflitti mondiali con una grave perdita di vite umane e successivamente in prima fila nella lotta partigiana.

L’ ARBOU ‘DLA MOUTTA, CASTAGNO SECOLARE: albero iscritto libro alberi monumentali che ha 450-500 anni qualità “Gentile”, 7,50 mt circonferenza alla base, altezza 21 metri, 18 metri di chioma.

MUSEO “GUERRA E RESISTENZA IN VALLE STURA”, sorto a Valloriate nel 2008, raccoglie l’eredità della mostra “Valle Stura in guerra 1940/1945”, allestita nel 1994 per cura dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, della Comunità Montana Valle Stura e del Sistema Bibliotecario delle Valli Cuneesi.

I materiali di quella mostra, organizzati e strutturati in una nuova forma espositiva e collocati nei locali del Comune di Valloriate, ne costituiscono infatti il nucleo principale.

Il Museo propone, attraverso fotografie, documenti e schede, un percorso di conoscenza storica sull’impatto che le guerre del quinquennio 1940-1945 hanno avuto nel territorio e sulla popolazione. Da un lato le guerre fasciste, dall’attacco alla Francia (10 giugno 1940) alla campagna contro la Grecia (28 ottobre 1940), all’aggressione alla Russia (giugno 1941), all’occupazione di parte della Francia (novembre 1942). Dall’altro, i venti mesi di guerra partigiana, che sono all’origine della Repubblica, della Costituzione e del nostro assetto democratico: mesi che trascorrono, con molte e complesse vicende, dal 12 settembre 1943 alla Liberazione. In questi luoghi nasce con la Banda “Italia Libera” il nucleo dirigente e organizzativo delle future formazioni GL. Valloriate offre ospitalità e sistemazione logistica ai partigiani, e due valloriani (Gino Renaudo e Nino Monaco) diventano figure di spicco dell’organizzazione militare fin dai primi mesi della Resistenza.

Fin dal momento della sua costituzione il Museo ha arricchito la mostra (prevalentemente fotografica e documentaria) con oggetti, reperti, testimonianze capaci di dare testimonianza concreta, materiale, a quegli eventi. Gavette e attrezzi militari, ricordi di guerra di chiamati al fronte, ma anche resti di bombe e di lanci alleati paracadutati sul territorio di Valloriate, fino a una mitragliatrice nascosta dai partigiani all’epoca del grande rastrellamento di aprile 1944, danno un’idea delle condizioni materiali in cui si muovevano soldati e partigiani.

– Negli stessi locali del Comune si vanno raccogliendo, con donazioni delle stesse famiglie di Valloriate, OGGETTI E STRUMENTI DELLA VITA CONTADINA E MONTANARA, che ricordano abitudini, modi di produzione e di vita quotidiana praticati a lungo nella comunità, prima di diventare “popolo che manca” a causa di un inarrestabile processo di emigrazione. Quasi un Museo senza nome, ma certo un omaggio a una civiltà ormai tramontata che è importante ricordare.

IL MUSEO E LABORATORIO DEL CASTAGNO, collocato presso il Centro Polifunzionale (di fronte al Comune, al di là del torrente), raccoglie schede illustrative e documentazione sulla principale attività produttiva tradizionale – la coltura del castagno, iniziata a metà Seicento – e si collega alle raccolte di oggetti tradizionali conservate nel Comune con la presenza di elementi d’arredo delle scuole di montagna (un tempo presenti nelle borgate Sapè e Mutta): coniuga così elementi del passato e del presente, in quest’ultimo caso con una prospettiva di studio e scientifica

-I medievali PONTE DELLA PLANCHA e la TORRE DEL DOUZU, battente bandiera “valoùriana”, anticipano l’ arrivo al paese.

LE CASE SPARSE di borgata Chiapue: testimone muto e silenzioso del tempo che fu, costituisce una straordinaria testimonianza di nucleo abitativo montano, attraversato da un semplice e stretto sentiero: ormai abbandonato, è costituito da alcune decine di baite in pietre e lose e in cui troviamo inoltre la CAPPELLA DI SAN CLAUDIO (datata 1715) e un piccolo PRESEPE PERMANENTE.

 

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Ponte-della-Plancha

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Chiesa.San-Michele

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Chiapue-presepe-permanente

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Parrocchiale-S-Michele

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Cappella-Gorrè

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Borgata-Cavagna

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